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Il successo della Leadership Gentile

By 19 Febbraio 2021No Comments
Immagine - Leadership Gentile

Perché si parla di leadership gentile in questi ultimi anni? Non abbiamo accettato per centinaia di anni le legge che è sempre il più forte a sopravvivere?

Facciamo, con l’aiuto del contributo di Daniel Lumera (“Biologia della gentilezza”), una riconsiderazione della teoria darwiniana. Darwin ha affermato che “sopravvive il più adatto”.

Noi abbiamo interpretato “il più adatto” come il “più forte” e abbiamo deciso che “forte” è colui che è capace di sopraffare l’altro in termini fisici, emotivi, psicologici e quindi economici. La teoria di Darwin è invece stata per Lumera del tutto fraintesa: la scienza, allora come di oggi, afferma che “sopravvive il più adatto al cambiamento”. Ma chi sono le persone più adatte al cambiamento? Lumera afferma che le persone che praticano gentilezza, gratitudine, perdono, che sono ottimiste, felici, che aiutano gli altri, sono più in salute, vivono di più e meglio e sono quindi più adatte alla sopravvivenza. La scienza dice che quei valori che abbiamo considerato recessivi, inadatti, deboli e inutili per la sopravvivenza, sono esattamente il modo migliore che abbiamo per vivere felici oggi.

Questa è la ragione per cui negli ultimi mesi è nato un vero e proprio #MovimentoGentile, fatto di persone, enti, istituzioni che stanno generando un profondo cambiamento nel nostro modello sociale.

Da qui nasce il concetto di  “Leadership Gentile”. Se ci pensiamo, infatti, un vero leader è una persona che seguiamo senza costrizioni, una persona che sa ispirarci perché richiama rispetto, competenza, ammirazione, fiducia e amore.

Uno degli obiettivi del lavoro del leader è infatti quello di far emergere tutto il potenziale delle persone del suo team. Guida il gruppo, sa ascoltare, motiva e aiuta, senza imporsi o sopprimere le idee altrui.

Non viene seguito perché ha il potere dovuto alla sua posizione. Se infatti adottiamo un sistema di leadership impositiva, siamo costretti a dover continuamente controllare gli altri perché manca la fiducia. Guidare un team, invece, significa essere modello con l’esempio, offrire il proprio supporto, fidarsi delle persone e valutare la loro opinione. In ultima analisi, significa appunto essere gentili e considerare l’esistenza dell’altro nella sua totalità.

Si innesca così un circuito virtuoso aziendale che porta notevoli benefici nelle performance.

Prendiamo ad esempio un team lavorativo che deve prendere decisioni importanti e relazionarsi con la leadership. Prendere decisioni efficaci, oggettive, razionali e strategiche e mantenere sempre alte queste aspettative è difficile. Siamo continuamente sottoposti a limiti analitici, timore del giudizio, rischi di errori, perché non sempre le soluzioni sono evidenti e facili da prendere. Ecco perché le qualità della leadership gentile possono davvero determinare la formazione di un team di lavoro capace di prendere decisioni strategiche più razionali e vincenti, creando un ambiente che valorizzi le competenze e le soft skill di ognuno e coltivando la libertà di espressione e la creatività.

Sappiamo quanto sia importante, per il successo economico aziendale, raggiungere anche una piena soddisfazione personale dei membri dell’organizzazione: un leader gentile è un ponte straordinario per permettere questo! Nella pratica della gentilezza, della gratitudine, del perdono, della fiducia, possiamo infatti realizzare un ambiente che ci permetta la reale manifestazione delle nostre aspirazioni profonde, dei nostri talenti, del nostro essere e del nostro sentire.

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